Si legge come se si ascoltasse il nuovo libro del giovanissimo scrittore di Gaeta Mirko Castaldi.
Studente di Lettere, appassionato poeta, amante dello studio e dell'arte della parola, Mirko è un autore colto e sensibile. La sua scrittura cesellata rivela una conoscenza profonda di autori classici della letteratura mondiale da cui sembra aver preso ispirazione per le sue storie.
Influssi pirandelliani, lievi inclinature vicine a Dostoevskij, scene liriche di impronta sveviana riaffiorano da trame solo in apparenza semplici. Sono colonne portanti di una materia letteraria molto complessa, ricca di metafore, allegorie e misticismo.
Esemplificativa la scena finale di un racconto in cui il protagonista si rende conto di aver "vissuto su un abisso" per un'intera vita.
I racconti si presentano come radiodrammi: sembra di ascoltare e vedere le scene narrate, grazie ad una scrittura evocativa, ricca di suggestioni.
Quando si ascolta un radiodramma, il cervello compie un lavoro straordinario. Ogni voce diventa un corpo, ogni pausa una stanza, ogni cigolìo di porta il confine tra due mondi. È esattamente quello che succede durante lettura dei racconti di Mirko Castaldi: si consegna la propria mente a una voce sconosciuta e si accetta di essere condotti altrove — in un altro tempo, in un altro corpo, in una realtà che non esiste se non nell'istante preciso in cui viene immaginata insieme.
Commenti
Posta un commento